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Toccare le proprie zone d'ombra

18 mar 2024
Tempo di lettura: 2 min

Accade nella pratica di toccare le zone d’ombra, quei nostri lati umani oscuri che ci spaventano o ci fanno star male e che sembrano vecchi e antichi come le camere di certi motel fermi agli anni ‘70.

Quando si ritorna nelle zone d’ombra la tentazione é quella colpevolizzarsi, quindi di aderire al pacchetto che ovviamente la zona d’ombra propone.

Quando si è nell'occhio del ciclone è cosa buona giusta fermarsi e stare nel corpo sulla sensazione fisica o sul respiro ma certe volte il vento soffia forte e lo stare diventa solo un miraggio, una fievole voce in mezzo ad un’orchestra di archi.

Essere portati via dalla mente egoica con i suoi pensieri e vivere le densità umane può essere quindi quello che ci tocca vivere nel qui e ora che diventa lo spazio ospite di questa esperienza.

L’ombra come sempre porta con sé, se accolta, una più profonda conoscenza di se stessi e dell’umana natura ma anche la comprensione di tutti quei comportamenti esterni che reputiamo folli, incomprensibili e ingiustificabili.

Nell’occhio del ciclone se non distogliamo lo sguardo possiamo vedere in noi stessi il seme di quella follia che dilania il mondo e che noi stessi in primis umanamente e dico anche giustamente condanniamo.

In fondo sono solo pochi anni che abito questo mondo e i miei trenta e rotti anni sono solo un battito di ciglia in confronto all’età dell’umana stirpe che si perde nella notte dei tempi, ma posso sentire profondamente che io umile bipede porto in me l’eredità di tutte queste vite passate così come le portiamo tutti noi che ora siamo qui come la punta di un iceberg che all’apparenza sembra piccolo ma che in realtà ha una profonda struttura celata dall’oceano.

Ecco quindi che nell'occhio del ciclone possiamo toccare quella profondità che se ascoltata ci fa comprendere e liberare non solo noi stessi ma tutta l’umanità da secoli e secoli di lotta, lacrime e canzoni neomelodiche.

Ehm detto ciò…buona pratica a tutti noi e a tutti noi buon inizio di settimana.

(P.s. ringrazio come sempre per la foto i piccoletti che sono sempre fonte d'ispirazione)

-Ale



Accade nella pratica di toccare le zone d’ombra, quei nostri lati umani oscuri che ci spaventano o ci fanno star male e che sembrano vecchi e antichi come le camere  di certi motel fermi agli anni ‘70.
Accade nella pratica di toccare le zone d’ombra, quei nostri lati umani oscuri che ci spaventano o ci fanno star male e che sembrano vecchi e antichi come le camere di certi motel fermi agli anni ‘70.

 
 
 

11 commenti


Le zone d'ombra funzionano come concetto proprio perché non sono difetti da correggere ma materiale da guardare — il problema nasce quando diventano un'etichetta invece di una domanda. Ho visto una riflessione simile su https://win-auras.it e aggiungeva profondità invece di psicologizzare.


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A reflective piece, and the strongest point is that the shadow only becomes useful when you stop moralising about it. The image of staying in the eye of the storm, feeling the body or the breath while the wind blows, is practical rather than poetic. The honest caveat is that this is far easier to write than to do in the moment. More at https://royalsjokers.it/app/.


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betn1 casino Mi è piaciuta molto la riflessione sulle proprie “zone d’ombra” e sul modo in cui possono diventare un’occasione per conoscersi più a fondo. Trovo interessante anche l’idea di non cercare subito di combattere ciò che ci fa stare male, ma di fermarsi ad ascoltare quello che succede dentro di noi. Il paragone con la parte nascosta dell’iceberg rende bene quanto della nostra esperienza rimanga spesso sotto la superficie. Anche ha attirato la mia attenzione mentre navigavo online.

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Accade spesso, nella pratica interiore, di entrare in contatto con le proprie “zone d’ombra”, quei lati profondi e nascosti che possono spaventare o generare disagio, ma che fanno comunque parte della nostra esperienza umana. In questi momenti è facile cadere nella colpa o nell’identificazione con ciò che emerge, senza riuscire a mantenere una certa distanza consapevole. Restare nel corpo e nel respiro può aiutare, anche se non sempre è semplice quando la mente è molto attiva e travolgente gratowin. In fondo, anche l’essere trascinati dai pensieri diventa parte del vissuto presente, da osservare senza giudizio.

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È una metafora straordinariamente vera e potente: confrontarsi con le proprie zone d'ombra fa spesso quell'effetto un po' polveroso e claustrofobico, come entrare in un vecchio motel fuori dal tempo che custodisce storie dimenticate. Riconoscere e accettare quei lati oscuri senza giudicarsi è forse la parte più complessa, ma anche la più autentica del nostro percorso di crescita personale.


Se nel frattempo vuoi staccare un attimo la spina e dedicarti un momento di svago, puoi dare un'occhiata a winbay.


Credi che esplorare i nostri lati più oscuri sia una necessità inevitabile per trovare un vero equilibrio interiore, o preferisci concentrarti sugli aspetti più luminosi del carattere?

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