Le mura per difendersi dalla felicità...
Basta pochissimo per essere felici
Basta scendere nel corpo e percepire il respiro o per esempio la vibrazione in una parte del corpo, per esempio nella mano (potete provare ora).
Basta pochissimo per toccare quella grazia che spesso nascondiamo nell’utopia e che spesso rifugiamo aderendo alla complicatezza della mente egoica che come un magnete ci attira verso di lei.
Che strano l’essere umano che seduto sopra un tesoro ne va a cercare a fatica di altri nella speranza certe volte di non trovarli eregendo silenziosamente della alte mura per difendersi dalla felicità.
Eppure accade e mi accade, forse per abitudine culturale forse perchè certe volte abituati al materialismo non ascoltiamo e non diamo importanza a ciò che gli occhi non possono vedere e le mani toccare e spesso questa mancanza di ascolto ci fa accumulare molta fatica, molto dolore che spesso si manifesta attraverso sintomatologie fisiche e psichiche, poiché il corpo se non abitato patisce questa sorta di abbandono inconsapevole che porta con sé la superficialità dell’animo.
Quante volte sono diventato appunto superficiale, frivolo, non vero. duro e spaventato per non essere sceso nel corpo ad ascoltare quello che c’era da ascoltare.
Quante volte ho rimandato l’incontro con me stesso per paura di ascoltare quella corda dolente che la vita suonava e che io per paura di perdere qualche cosa non ascoltavo aderendo di conseguenza a comportamenti e “programmi sociali” che mantenevano quel dolore.
Ma in verità anche questo bailamme di sali e scendi, di cose non viste e di “inconsapevolezze”, spesso é la spinta verso la luce, spesso queste resistenze sono come la resistenza che la terra oppone al piede per fargli fare il prossimo passo.
Certe volte è necessario perdersi nella ricerca di tesori esterni per toccare quella delusione necessaria a farci tornare a noi stessi e a quel Tesoro che non può essere visto ma solo vissuto e ascoltato.





L'idea che ci si difenda dalla felicità è controintuitiva ma reale — spesso sono le aspettative a spaventare, non la felicità in sé. Costruire muri serve a proteggersi dalla delusione, non dal bene. Ho visto una riflessione simile su https://penalty-shoot-outs.it e aggiungeva profondità invece di psicologizzare.
A volte costruiamo barriere senza rendercene conto, cercando la felicità in qualcosa di lontano quando potrebbe essere già presente nelle piccole esperienze quotidiane. Fermarsi, respirare e concedersi qualche momento piacevole può cambiare completamente la prospettiva. Anche un semplice passatempo può servire a staccare la mente; recentemente ho scoperto Aviamasters proprio durante uno di questi momenti. L’importante è riuscire a trovare un equilibrio tra ciò che cerchiamo e ciò che abbiamo già davanti.
Mi è piaciuta molto la riflessione sul fatto che a volte siamo proprio noi a mettere delle barriere davanti alla felicità. L’idea di fermarsi un momento, ascoltare il respiro e prestare attenzione a quello che succede nel corpo sembra semplice, ma spesso nella vita di tutti i giorni ce ne dimentichiamo completamente. Anche il passaggio sulle esperienze difficili come possibilità di tornare a noi stessi mi ha fatto riflettere. È un testo che invita a rallentare un po’ e ad ascoltarsi con più sincerità. https://spin-mama.it.com
È una riflessione splendida e profondamente vera: spesso ci perdiamo nei meandri della mente egoica e delle sue complicazioni, dimenticandoci che la chiave per ritrovare la calma è già lì, a portata di mano, semplicemente focalizzandosi sul respiro o sulle piccole sensazioni fisiche. Riuscire a staccarsi dal rumore mentale per abitare davvero il proprio corpo è uno degli esercizi più potenti e trasformativi che si possano fare nella vita di tutti i giorni.
Se nel frattempo vuoi staccare un attimo la spina e concederti un momento di svago, puoi dare un'occhiata a winbeatz.
Qual è il metodo o il piccolo rituale che ti aiuta più facilmente a spegnere il flusso dei pensieri quando la mente diventa troppo affollata?
This is a beautiful reminder that happiness is often much closer than we think. We spend so much time chasing things outside ourselves that we forget to pause, breathe, and reconnect with what truly matters. Sometimes the greatest treasure isn't something we find—it's something we finally allow ourselves to feel. Thanks for sharing such a thoughtful perspective.
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