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Quando diventiamo troppo grandi

Crescendo aumentano le esperienze di vita, aumentano i ricordi, aumentano le amicizie, carnevali alle spalle , le aspettative e con loro certe volte anche le delusioni, le stesse delusioni utili a farci diventare saggi o al contrario pessimisti e cinici.

Diventando grandi oltre ad avere più esperienze credo che spesso vi sia l’abitudine a lasciare in mansarda la valigia con dentro la spensieratezza, l’innocenza, la spontaneità e il divertimento.

Ogni tanto quando ci si ricorda si fa un salto su per aprirla per un breve e occasionale evento per poi richiuderla e rimetterla nel dimenticatoio.

Dico ciò in base alla mia umile esperienza di vita, fatta di piccoli passi accanto a grandi maestri spirituali e fra i maestri includo anche i Bambini.

Accanto a loro (i bambini) tocco spesso il piccolo Ale che é in me poiché si dice (ed è vero) che in noi risiedono tutte le età, ma vedo anche quanto sono certe volte dannatamente serio e troppo grande. Certe volte è vero si é troppo...troppo grandi.

La serietà serpeggia nei volti delle persone ferme al semaforo o al bar per un caffè, nelle canzoni alla radio, in televisione, nei film e nelle notizie del Tg, ma anche nel tono delle voci che incontrandosi per le vie della città intavolano discorsi ovviamente serissimi.

Quale prezzo si paga per la serietà non lo so di preciso, ma posso dire che il sole coperto dalle nuvole sia un pegno abbastanza rilevante da versare.

Ma questo accade e accade sovente di avere giornate nuvolose che escono dal nostro controllo, accade di essere tristi e imbronciati rimpiangendo la serenità e non comprendendo perché pur rifiutando la sofferenza ci si ritrova a perpetuarla.

Accade e quando accade perché non fare un salto in mansarda a tirar giù quella valigia a noi tanto cara ma avvolta da strati e strati di utopia?

Perché non rendere le giornate nuvolose eventi straordinari di innocenza e serenità?

Il miracolo della Consapevolezza risiede proprio nel sentire fisicamente la pace anche quando densità serissime abitano il nostro spazio interiore.

Allora perché non aprirsi al miracolo e ritornare più spesso a essere semplici come i bambini?

Perché non ritornare il più spesso possibile a quella semplice umiltà insita nella pratica della Presenza?

Non é un caso che qualcuno diceva: “Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli”

Come sempre buona pratica a tutti noi

-Ale

Ringrazio i meravigliosi Piccoli grandi uomini e Piccole grandi donne per le foto e per le loro opere d'arte spontanee e fatte con cura e Presenza

Ringrazio di Cuore La bottega dei talenti per aprire le porte alla Presenza.



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