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Condizionare la felicità

Quando le cose non vanno bene, o come voglio io, possono rendermi infelice, andando a contaminare la salute della “mia personale idea di felicità”.

Dopo il personal computer, il personal trainer e personal Jesus (nota canzone dei Depeche Mode) credo vi sia la “PERSONAL HAPPINESS”, ossia una sorta di mia personale concezione di felicità fatta di idee, condizioni e credenze (quelle della cucina e non le convinzioni) piene zeppe di contenitori ermetici per conservare i luoghi comuni.

Per quanto mi riguarda nella “mia” ricetta perfetta di felicità le cose che non vanno bene, le escludo a priori dalla credenza degli ingredienti. Ovviamente non mi faccio la zuppa inglese a base di sciroppo per la tosse.

Ma allora se queste sono le mie condizioni per la felicità quante zuppe inglese all’Actigrip si mandano giù nel quotidiano, tenendo conto del fatto che fra le misteriosissime leggi che governano l’universo vi è quella che non sempre le cose vanno bene o per il verso giusto (il giusto del verso ovviamente è sempre a mia discrezione).

Le cose son due, o vi è un particolare metodo innovativo per curare il raffreddore che passa per l’arte pasticciera, o devo ammettere che vi è un’evidente dipendenza dalla sofferenza, sofferenza che paradossalmente nasce dalle tante idee che si hanno sulla felicità e da quel “me” che colmo di queste idee personali, spesso cerca la felicità per non trovarla e se per caso la trova (in certi istanti o per brevi periodi di tempo) tentando di mantenerla inevitabilmente la perde trasformandola inesorabilmente in un qualcosa di utopico e assolutamente incompatibile con la dura realtà dell’umano quotidiano.

Ma detto ciò allora forse la felicità è qui a prescindere da ciò che facciamo o non facciamo?

E’ qui a prescindere dall’imprevedibilità degli eventi belli o brutti che siano?

E’ forse proprio qui e io occupato con le mie idee su di lei, occupato con un certo me stesso che che combatte contro i mulini a vento non mi rendo conto di essermici seduto proprio sopra, anzi, non mi rendo conto di essere una "cosa" sola con lei?


Alessandro Achilli.Quando le cose non vanno bene, o come voglio io, possono rendermi infelice, andando a contaminare la salute della “mia personale idea di felicità”.
alessandro achilli e le condizioni per la felcità

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